Inchiostro (cefalopodi)

L'inchiostro dei cefalopodi è una secrezione di colore scuro o talvolta luminosa, rilasciata in acqua dalla maggior parte delle specie di cefalopodi, generalmente come meccanismo di fuga. Quasi tutti i cefalopodi, con l'eccezione dei Nautilidae e dei Cirrina (polpi di profondità),[1] sono in grado di emettere inchiostro per confondere i predatori.[2]
L’inchiostro viene secreto dalle tasche del nero (situate tra le branchie) e si disperde più ampiamente quando il rilascio è accompagnato da un getto d'acqua proveniente dal sifone. Il suo colore scuro è dovuto al principale costituente, la melanina. Ogni specie di cefalopode produce inchiostri di tonalità leggermente diverse: in genere i polpi producono inchiostro nero, quello dei calamari è nero-bluastro, mentre l'inchiostro delle seppie ha una tonalità brunastra.
Numerosi altri molluschi acquatici presentano risposte simili agli attacchi, tra cui il clade di gasteropodi noto come lepri di mare.
Proprietà e chimica
L'inchiostro dei cefalopodi contiene numerose sostanze chimiche in concentrazioni variabili a seconda della specie. I suoi principali costituenti sono tuttavia la melanina e il muco.[3] Può inoltre contenere, tra le altre sostanze, tirosinasi, dopamina e L-DOPA,[3][4] nonché piccole quantità di amminoacidi liberi, tra cui taurina, acido aspartico, acido glutammico, alanina e lisina.[5]
Protezione dagli attacchi
È stato dimostrato che l'emissione di inchiostro protegge diverse specie di calamari dagli attacchi dei pesci predatori, sia durante la fase di cattura sia durante la fase consumatoria, grazie agli effetti visivi e chimici del rilascio dell'inchiostro.[6]
Effetti chimici
Molti predatori dei cefalopodi (ad esempio le murene) possiedono sistemi chemiorecettivi molto sviluppati, e alcune evidenze aneddotiche[7] suggeriscono che composti presenti nell'inchiostro dei cefalopodi (come la tirosinasi) possano irritare, intorpidire o addirittura disattivare tali apparati sensoriali. Sono stati condotti pochi esperimenti controllati a conferma di ciò. Tuttavia, l'inchiostro dei cefalopodi è generalmente considerato più sofisticato di un semplice "schermo fumogeno"; è stato infatti dimostrato che l'inchiostro di alcune specie di calamari e seppie funziona come segnale chimico di allarme per i conspecifici.[5][8] Simulazioni al computer hanno suggerito che la melanina rilasciata dalle seppie possa essere particolarmente efficace contro i recettori olfattivi degli squali, saturando il loro ristretto ma estremamente sensibile campo di percezione degli odori e dissuadendoli dalla predazione.[9]
Proprietà fisiche
L'inchiostro di Sepia officinalis forma una sospensione polidispersa composta da particelle sferiche con dimensioni comprese tra 80 e 150 nm (misurate mediante TRPS e SEM). Le particelle hanno una densità di 1,27 g cm⁻³, valore che potrebbe essere dovuto al contenuto di metalli presenti nella composizione dell'inchiostro (4,7% in peso).[10]
Heteroteuthis dispar è una specie di cefalopode nota per il rilascio di inchiostro luminoso. La luce proviene da una sostanza prodotta da un organo specializzato prima di essere trasferita nella tasca del nero.[11]
Tipi di forme dell'inchiostro
Le forme assunte dal rilascio dell'inchiostro vengono classificate in sei tipi:[12]
- pseudomorfi;
- serie di pseudomorfi;
- corde di inchiostro;
- nubi/schermi fumogeni;
- sbuffi diffusi;
- riempimenti del mantello.
Comportamenti di emissione dell'inchiostro
«A più riprese ho potuto osservare le abitudini del polpo o Octopus ... muovendosi all'indietro con la rapidità d'una freccia, attraversavano le pozze d'acqua da un capo all'altro e nel medesimo tempo tingevano l'acqua d'un color marrone scuro.»
|
Strategie di fuga
Nei cefalopodi che emettono inchiostro sono stati osservati due comportamenti distinti. Il primo consiste nel rilascio di grandi quantità di inchiostro nell'acqua, al fine di creare una nube scura e diffusa (simile a uno schermo fumogeno) che può oscurare la visuale del predatore, permettendo al cefalopode di allontanarsi rapidamente grazie alla propulsione a getto.
La seconda risposta alla presenza di un predatore è il rilascio di pseudomorfi («corpi falsi»), ovvero nubi di inchiostro più piccole ma con un contenuto di muco maggiore, che consente loro di mantenere la forma più a lungo. Questi vengono espulsi leggermente lontano dall'animale, il quale spesso rilascia più pseudomorfi e cambia contemporaneamente colore (schiarendosi). Gli pseudomorfi hanno approssimativamente lo stesso volume e un aspetto simile al cefalopode che li ha prodotti; numerosi predatori sono stati osservati attaccarli per errore, consentendo così al cefalopode di fuggire (questo comportamento è spesso indicato come «manovra sbiancamento-inchiostro-getto»).
Inoltre, è stato osservato che i neonati di tartaruga verde (Chelonia mydas), dopo aver attaccato per errore pseudomorfi rilasciati da Octopus bocki, hanno successivamente ignorato polpi conspecifici.[13]
Strategia di occultamento
La sepiola Eumandya pardalota rilascia corde di inchiostro più lunghe del proprio corpo e si nasconde tra di esse, probabilmente per confondersi con foglie di fanerogame marine galleggianti.[14]
Comportamento in prossimità delle uova
È stato inoltre osservato che i polpi spruzzano inchiostro contro chiocciole o granchi che si avvicinano alle loro uova.[5]
Numerose specie di seppie ricoprono le uova con uno strato di inchiostro, presumibilmente per mimetizzarle e proteggerle da potenziali predatori.[15]
Uso da parte dell'uomo

L'inchiostro dei cefalopodi, come suggerisce il nome, è stato utilizzato in passato come inchiostro per penne e calami; il nome greco della seppia e il nome tassonomico di un genere di seppie, Sepia, sono associati al colore bruno dell'inchiostro di seppia (per ulteriori informazioni, si veda seppia).

L'uso moderno dell'inchiostro di cefalopodi è generalmente limitato alla cucina, soprattutto in Giappone e nell'area mediterranea, dove viene impiegato come colorante e aromatizzante alimentare, ad esempio per paste e salse, e nei calamares en su tinta. A questo scopo è generalmente reperibile presso le pescherie, i negozi di gastronomia specializzata ed è ampiamente disponibile nei mercati di Giappone,[16] Italia e Spagna. L'inchiostro viene estratto dalle tasche del nero durante la preparazione del cefalopode morto, solitamente una seppia, e pertanto non contiene muco. Sebbene non sia comunemente utilizzato in Cina, l'inchiostro di cefalopodi viene talvolta impiegato per colorare l'impasto dei ravioli.
Studi hanno dimostrato che l'inchiostro dei cefalopodi è tossico per alcune cellule, comprese quelle tumorali.[5] È attualmente oggetto di ricerche su modelli murini per la sua attività antitumorale contro il fibrosarcoma Meth-A. Tuttavia, al momento non è ancora chiaro se una parte dell'attività antitumorale dell'inchiostro di calamaro possa essere ottenuta tramite consumo orale; questo aspetto è pertanto indicato come un ambito di indagine futura.[16]
Voci correlate
Note
- ↑ Roger T. Hanlon e John B. Messenger, Cephalopod Behaviour, Cambridge University Press, 1999, p. 2, ISBN 0-521-64583-2.
- ↑ Peter Boyle e Paul Rodhouse, Cephalopods: ecology and fisheries, Blackwell, 2004, DOI:10.1002/9780470995310.ch2, ISBN 978-0-632-06048-1.
- 1 2 Charles D. Derby, Cephalopod ink: Production, chemistry, functions, and applications, in Marine Drugs, vol. 12, n. 5, MDPI, maggio 2014, pp. 2700-2730, DOI:10.3390/md12052700, PMC 4052311, PMID 24824020.
- ↑ M. T. Lucero, H. Farrington e W. F. Gilly, Quantification of L-DOPA and dopamine in squid ink: Implications for chemoreception, in The Biological Bulletin, vol. 187, n. 1, agosto 1994, pp. 55-63, DOI:10.2307/1542165, ISSN 0006-3185, JSTOR 1542165, PMID 29281314.
- 1 2 3 4 C. D. Derby, Escape by inking and secreting: Marine molluscs avoid predators through a rich array of chemicals and mechanisms (PDF), in The Biological Bulletin, vol. 213, n. 3, 2007, pp. 274-89, DOI:10.2307/25066645, JSTOR 25066645, PMID 18083967.
- ↑ James B. Wood, Amy E. Maynard, Alexandra G. Lawlor, Eva K. Sawyer, Dawn M. Simmons, Kelly E. Pennoyer e Charles D. Derby, Caribbean reef squid, Sepioteuthis sepioidea, use ink as a defense against predatory French grunts, Haemulon flavolineatum, in Journal of Experimental Marine Biology and Ecology, vol. 388, n. 1-2, maggio 2010, pp. 20-27, Bibcode:2010JEMBE.388...20W, DOI:10.1016/j.jembe.2010.03.010.
- ↑ G. E. MacGinitie e N. MacGinitie, Natural History of Marine Animals, 2ª ed., New York, McGraw-Hill, 1968, pp. 395-397.
- ↑ James B. Wood, Kelly E. Pennoyer e Charles D. Derby, Ink is a conspecific alarm cue in the Caribbean reef squid, Sepioteuthis sepioidea, in Journal of Experimental Marine Biology and Ecology, vol. 367, n. 1, 30 novembre 2008, pp. 11-16, Bibcode:2008JEMBE.367...11W, DOI:10.1016/j.jembe.2008.08.004, ISSN 0022-0981.
- ↑ McKenzie Prillaman, Cuttlefish ink may overwhelm sharks' sense of smell, in Science News, 5 febbraio 2025.
- ↑ Diego Soto-Gómez, Paula Pérez-Rodríguez, J. Eugenio López-Periago e Marcos Paradelo, Sepia ink as a surrogate for colloid transport tests in porous media, in Journal of Contaminant Hydrology, vol. 191, 2016, pp. 88-98, Bibcode:2016JCHyd.191...88S, DOI:10.1016/j.jconhyd.2016.05.005, PMID 27294674.
- ↑ P. N. Dilly e Peter J. Herring, The light organ and ink sac of Heteroteuthis dispar (Mollusca: Cephalopoda), in Journal of Zoology, vol. 186, n. 1, 20 agosto 2009, pp. 47-59, DOI:10.1111/j.1469-7998.1978.tb03356.x.
- ↑ Stephanie L. Bush e Bruce H. Robison, Ink utilization by mesopelagic squid, in Marine Biology, vol. 152, n. 3, 1º settembre 2007, pp. 485-494, Bibcode:2007MarBi.152..485B, DOI:10.1007/s00227-007-0684-2, ISSN 1432-1793.
- ↑ Roy L. Caldwell, An Observation of Inking Behavior Protecting Adult Octopus bocki from Predation by Green Turtle (Chelonia mydas) Hatchlings (PDF), in Pacific Science, vol. 59, 2005, pp. 69-72, DOI:10.1353/psc.2005.0004, hdl:10125/24161.
- ↑ Christian Drerup, António V. Sykes e Gavan M. Cooke, Behavioural aspects of the spotty bobtail squid Euprymna parva (Cephalopoda: Sepiolidae), in Journal of Experimental Marine Biology and Ecology, vol. 530-531, 1º settembre 2020, Bibcode:2020JEMBE.53051442D, DOI:10.1016/j.jembe.2020.151442, ISSN 0022-0981.
- ↑ Clyde F. E. Roper e P. Jereb, Cephalopods of the World: Chambered nautiluses and sepioids (Nautilidae, Sepiidae, Sepiolidae, Sepiadariidae, Idiosepiidae, and Spirulidae), Roma, Food and Agriculture Organization, 2005, p. 8, ISBN 978-92-5-105383-6, hdl:10088/9926.
- 1 2 Hajime Ohigashi, Toshihiko Osawa, Junji Terao, Shaw Watanabe e Toshikazu Yoshikawa (a cura di), Food Factors for Cancer Prevention, Springer, 2013, pp. 331, 336, ISBN 978-4-431-67017-9.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Inchiostro