Piptocarphinae

Piptocarphinae
Piptocarpha rotundifolia
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaVernonioideae
TribùVernonieae
SottotribùPiptocarphinae
H.Rob., King. & F.Bohlmann, 1980
Classificazione Cronquist
taxon non contemplato
Generi

Piptocarphinae H.Rob., King. & F.Bohlmann, 1980 è una sottotribù di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee.[1][2][3][4]

Etimologia

Il nome scientifico della sottottribù deriva da suo genere più importante Piptocarpha R. Br., 1827 formato da due parole greche: pipto (= cadere)[5] e carpha oppure karphos (= ramoscello, paglietta o scheggia);[6] ed è stato definito per la prima volta dai botanici Harold Ernest Robinson (1932 -), Robert Merrill King (1930 - 2007) & F. Bohlmann nella pubblicazione Phytologia; Designed to Expedite Botanical Publication. New York - 46(7): 426. 1980 del 1980.[7]

Descrizione

Le foglie
Piptocarpha rotundifolia
Infiorescenza
Piptocarpha quadrangularis

L'habitus di queste piante è di tipo arbustivo o arboreo con ricca ramificazione; sono presenti anche portamenti tipo vite. Spesso è presente una pubescenza per peli di tipo stellato o lepidote. Gli organi interni di queste piante contengono lattoni sesquiterpenici.[2][3][8]

Le foglie lungo il caule sono disposte sia in modo opposto (per la quasi totalità nel genere Critoniopsis e Piptocarpha e per la totalità il genere Joseanthus) che in modo alternato (negli altri generi). La forma della lamina è varia anche nell'ambito dello stesso genere (ad esempio è da ellittica a oblunga in Piptocarpha oblonga oppure rotonda in Piptocarpha rotundifolia); in altri generi le lamine sono allunghe (fino 30 cm in Dasyandantha).Le venature della pagina fogliare sono di tipo pennato. In alcuni generi il picciolo è lobato o alato (come in Critoniopsis).

Le infiorescenza sono terminali (tipo pannocchia) e con capolini separati oppure di tipo ascellare e glomerulose (con capolini sessili) oppure di tipo corimboso sottese da brattee fogliose (in Ekmania) con capolini brevemente peduncolati. I capolini sono composti da un involucro formato da diverse brattee (vedi tabella per il numero) embricate che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori tubulosi. Le brattee dell'involucro sono per lo più decidue. Il ricettacolo è privo di pagliette.

I fiori (vedi tabella per il numero) sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono inoltre ermafroditi e actinomorfi (raramente possono essere zigomorfi).

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[9]

Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.

Corolla: le corolle sono regolari ma con lobi fortemente ricurvi; spesso la gola è poco evidente oppure è allargata; il colore varia da lavanda a biancastro; la superficie può essere sia pubescente che glabra.

Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[10] Le antere sono caudate (con code) e a volte anche fimbriate e raramente sono ricoperte di ghiandole. Il polline è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed echinato (con punte).[11] In alcune specie la parte più esterna dell'esina è parzialmente sollevata a forma di creste e depressioni ma non è "lophato".

Gineceo: Lo stilo è filiforme. La base dello stilo può essere nodosa (generi: Critoniopsis, Dasyandantha, Piptocarpha, Joseanthus e Cuatrecasanthus) oppure priva di nodi (in Ekmania, Piptocoma e Huberopappus). Gli stigmi dello stilo sono due divergenti e smussati. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Gli stigmi hanno la superficie stigmatica interna.[12]

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno delle forme più o meno cilindriche o prismatiche con alcune coste (non sono bicornuti); possiedono corti rafidi anche con forme subquadrate (oppure sono mancanti come in Cuatrecasanthus) e sono privi di fitomelanina ma possono essere presenti dei tessuti tipo idioblasto. Il pappo è formato da setole lineari o contorti nei generi Critoniopsis, Dasyandantha, Piptocarpha, Joseanthus e Cuatrecasanthus; mentre negli altri generi è formato da squame o è quasi assente (Huberopappus).

Struttura dell'involucro, del capolino e dell'achenio

GenereNumero brattee dell'involucroNumero fiori per capolinoNumero coste/angoli dell'achenio
Critoniopsis18 - 25 in 4 - 6 serie1 - 115 - 10 coste
Dasyandanthacirca 30 in circa 4 seriecirca 128 coste
Ekmaniacirca 30 in 4 - 5 seriecirca 1210 coste
Huberopappus14 - 17 in 3 - 4 serie19 - 223- 5 angoli e 10 striature
Piptocarpha18 - 30 in 3 - 4 serie3 - 203 - 5 coste
Piptocoma5 - 25 in 4 - 5 serie1 - 127 - 10 coste

Biologia

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

La distribuzione è fondamentalmente centro e sud americana con habitat soprattutto di tipo tropicale.

GenereDistribuzione
CritoniopsisMessico e Sud America
DasyandanthaVenezuela
EkmaniaCuba
HuberopappusVenezuela
PiptocarphaAmerica tropicale
PiptocomaGrandi Antille e Sud America settentrionale

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[13]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.[1][2][3]

La sottotribù Piptocarphinae appartiene alla tribù Vernonieae della sottofamiglia Vernonioideae.[4]

Generi

La sottotribù comprende 6 generi e circa 160 specie.[2][3]

Note:

  1. il genere Blanchetia DC., 1836, in precedenza descritto all'interno di questa sottotribù, in base a evidenze filogenetiche appartiene ora alla sottotribù Lychnophorinae;[14]
  2. il genere Irwinia G.M.Barroso, 1980 (anche questo in precedenza descritto all'interno di questa sottotribù) è risultato un sinonimo del genere Blanchetia;[15]
  3. il genere Cuatrecasanthus H.Rob. è stato posto in sinonimia con Critoniopsis[16]
  4. il genere Joseanthus H.Rob. è stato posto in sinonimia con Critoniopsis[17]

Filogenesi

Da un punto di vista filogenetico in base alle ultime analisi sul DNA la tribù Vernonieae è risultata divisa in due grandi cladi: Nuovo Mondo e Vecchio Mondo. I generi di Piptocarphinae appartengono al clade relativo all'America.[18]

La sottotribù, e quindi i suoi generi, si distingue per i seguenti caratteri:[2]

  • le foglie basali non sono né di tipo ericoide e neppure embricate;
  • la disposizione delle foglie lungo il caule è sia opposta che alternata;
  • i capolini in genere hanno pochi fiori (meno di 20);
  • i lobi della corolla sono fortemente incurvati.

Altre caratteristiche, ritenute in passato più significative, come le punte smussate dei peli dello stilo e i peli stellati, ora sono considerate caratteristiche secondarie o "deboli".[8]

In precedenza la tribù Vernonieae, e quindi la sottotribù (Piptocarphinae) di questo genere, era descritta all'interno della sottofamiglia Cichorioideae.[3] Alle analisi del DNA la sottotribù appare parafiletica e con le sottotribù Vernoniinae, Lepidaploinae e Elephantopinae forma un "gruppo fratello".[18]

Le specie di questo gruppo presentano il seguente numero cromosomico: 2n = 34.[2][3]

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 4 5 6 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 158.
  3. 1 2 3 4 5 6 Funk & Susanna 2009, pag. 451.
  4. 1 2 Susanna et al. 2020.
  5. ↑ (EN) Botanical names - Page PI-PY, su calflora.net. URL consultato il 21 febbraio 2014 (archiviato il 3 settembre 2021).
  6. ↑ (EN) Botanical names - Page CA-CH, su calflora.net. URL consultato il 21 febbraio 2014 (archiviato il 3 settembre 2021).
  7. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  8. 1 2 Robinson 1999, pag. 11.
  9. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  10. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  11. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  12. ↑ Judd 2007, pag. 523.
  13. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 12/06/2026.
  14. ↑ Loeuille et al. 2019, pag. 24.
  15. ↑ (EN) Irwinia, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 12/06/2026.
  16. ↑ (EN) Cuatrecasanthus, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 12/06/2026.
  17. ↑ (EN) Joseanthus, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 12/06/2026.
  18. 1 2 Siniscalchi et al. 2019.

Bibliografia

Altri progetti

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