Tetrapturus pfluegeri
| Tetrapturus pfluegeri | |
|---|---|
![]() | |
| Stato di conservazione | |
![]() Rischio minimo[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Carangiformes |
| Famiglia | Istiophoridae |
| Genere | Tetrapturus |
| Specie | T. pfluegeri |
| Nomenclatura binomiale | |
| Tetrapturus pfluegeri Robins & De Sylva, 1963 | |
| Sinonimi | |
Tetrapturus pfluegeri (Robins & De Sylva, 1963) aguglia imperiale[4], è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Istiophoridae[5].
Distribuzione e habitat
T. pfluegeri è endemico dell'oceano Atlantico, dove è più abbondante nel settore occidentale. Non risulta segnalato nel mar Mediterraneo dove è sostituito dall'affine aguglia imperiale[6]. La distribuzione latitudinale va da 40° N a 35° S[7].
Si tratta di una specie pelagica oceanica che frequenta perlopiù acque molto lontane dalle coste. Non sembra scendere in profondità e comunque si trattiene sempre al di sopra del termoclino[1] fino a una profondità massima di 200 metri[6]. Dati ottenuti attraverso trasmettitori satellitari mostrano che la maggior parte del tempo viene speso a profondità minori di 25 metri, in acque tra 22 e 26°C[1].
Descrizione

L'aspetto di T. pfluegeri è simile a quello degli altri membri del genere Tetrapturus come l'aguglia imperiale mediterranea, con corpo allungato e moderatamente compresso ai lati, mascella superiore allungata a formare un rostro a sezione rotondeggiante, prima pinna dorsale molto lunga con un lobo elevato anteriore seguito da una parte più bassa e pinna caudale lunata con lobi appuntiti. In questa specie il rostro è piuttosto lungo, la sua lunghezza è pari a quella della testa o leggermente superiore, la gibbosità sulla nuca è assente o molto ridotta, le pinne pettorali sono lunghe (più del 18% della lunghezza totale del corpo) e l'ano è anteriormente distanziato dalla prima pinna anale (la distanza è più o meno pari alla lunghezza della pinna). Il lobo della pinna dorsale è arrotondato all'apice, la sua altezza è superiore all'altezza del corpo, la parte posteriore della pinna ha altezza costante per gran parte della lunghezza tranne nell'estrema parte posteriore. Le pinne ventrali sono sottili e di lunghezza pari o leggermente superiore alle pettorali; durante il nuoto possono essere depresse in un solco sulla superficie ventrale. Il peduncolo caudale porta due carene parallele[8].
Il colore è blu scuro/nero uniforme sul dorso e bianco argentato su fianchi e ventre, sui fianchi sono presenti delle macchiette brune. Le pinne dorsali sono di colore azzurro o blu piuttosto scuro senza alcuna ornamentazione[8].
La taglia massima conosciuta è di 254 cm, la taglia media degli esemplari si aggira sui 165 cm. Il peso massimo registrato è di 58 kg[6].
Biologia
L'età massima nota è di 7 anni per le femmine e di 6 anni per i maschi[1].
Alimentazione
Come negli altri Istiophoridae la dieta è composta principalmente da pesci e cefalopodi pelagici. Tra le specie consumate di pesci vi sono pesci castagna, Gempylus serpens e vari altri Gempylidae, Scombridae e Exocoetidae. Tra i cefalopodi sembra che il genere più cosumato sia Ornithoteuthis[1].
Riproduzione
La riproduzione avviene una volta all'anno in acque tropicali. Sembra che le femmine si riproducano già alla fine del primo anno e che in seguito alla deposizione vi sia un'elevata mortalità[1].
Pesca
T. pfluegeri non è oggetto di pesca specifica e, a livello commerciale viene catturato perlopiù come bycatch[1] nei palamiti per i tonni. È preda apprezzata dei pescatori sportivi[7].
Tassonomia
Questa specie è stata a lungo confusa con Tetrapturus belone o aguglia imperiale, endemico del Mediterraneo e descritta solo nel 1963[9].
Conservazione
La specie non è oggetto di pesca mirata e viene catturata solo come bycatch, la somiglianza con altri Istiophoridae fa sì che non vi siano statistiche attendibili sul pescato. Le popolazioni subiscono forti fluttuazioni naturali su base annuale, ma non sembra che vi sia un declino sul lungo periodo. La IUCN classifica T. pfluegeri come "a rischio minimo"[1].
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 IUCN
- ↑ Tetrapturus pfluegeri, su fishbase.de. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Tetrapturus pfluegeri, su marinespecies.org. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ (Regolamento (UE) 2024/897 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 marzo 2024 - G. U. dell’Unione europea del 19.03.2024 Serie L pubblicato sulla G. U. della Repubblica Italiana 2ª Serie speciale – n. 38 il 20.05.2024), su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ WoRMS
- 1 2 3 FishBase
- 1 2 Nakamura, 1985, p. 47
- 1 2 Nakamura, 1985, p. 46
- ↑ Robins e De Sylva, 1963, pp. 100-103
Bibliografia
- (EN) Nakamura I., Billfishes of the World. An annotated and illustrated catalogue of marlins, sailfishes, spearfishes and swordfishes known to date, collana FAO species catalogue, vol. 5, Roma, FAO Fisheries Synopsis, 1985, ISBN 92-5-102232-1.
- (EN) Robins R.C. e De Sylva D.P., A new western Atlantic spearfish, Tetrapturus pfluegeri, with a redescription of the Mediterranean spearfish Tetrapturus belone, in Bulletin of Marine Science, vol. 13, n. 1, 1963, pp. 84-122.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Froese, R. and D. Pauly (eds.), Tetrapturus pfluegeri, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 1º gennaio 2026.
- (EN) Collette, B.B., Di Natale, A., Graves, J., Pohlot, B. & Schratwieser,, Tetrapturus pfluegeri, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
- (EN) Tetrapturus pfluegeri, su FishBase. URL consultato il 1º gennaio 2026.

