Ciudad de Sevilla

Ciudad de Sevilla
Il Ciudad de Sevilla a Malaga nel 2003.
Descrizione generale
TipoRo-Pax
ClasseCanguro
Armatore Trasmediterránea
ProprietàTrasmediterránea (1980-2009)
I.B. Tdg Pvt Ltd (demolizione)
Registro navaleLloyd's Register
Porto di registrazione Valencia (1980-1997)
Santa Cruz de Tenerife (1997-2009)
Basseterre (demolizione)
Identificazione
CostruttoriUnión Naval de Levante
CantiereValencia, Spagna
Costruzione n.141
Impostazione1º giugno 1978
Varo18 ottobre 1979
Completamentogiugno 1980
Consegna28 giugno 1980
Entrata in servizio1º luglio 1980
Nomi successiviSevilla (demolizione)
IntitolazioneSiviglia, città spagnola
Fuori servizio2009
Disarmo2009
Radiazione2009
Destino finaleDemolizione presso i cantieri di Mumbai nel 2009
StatoDemolito
Caratteristiche generali
Stazza lorda11 513 tsl
Stazza netta4 957 tsn
Portata lorda2 689 tpl
Lunghezza138,31 m
Larghezza20,58 m
Altezza6,61 m
Pescaggio5,587 m
Propulsione2 motori diesel MAN V16V40/54, 13 093 kW
Velocità22,5 nodi (41,67 km/h)
Capacità di carico225 auto o 480 m.l. di carico merci
Numero di cabine201
Passeggeri1 300
(ES) Ciudad de Sevilla (II), su trasmeships.es. URL consultato il 9 aprile 2026.
(SV) Ciudad de Sevilla (1980), su faktaomfartyg.se. URL consultato il 9 aprile 2026.
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Il Ciudad de Sevilla è stato un traghetto, appartenuto alla compagnia di navigazione spagnola Trasmediterránea.

Servizio

Il traghetto, quarto di una serie di sei unità gemelle, nonché secondo della classe direttamente commissionato dalla Trasmediterránea, venne varato il 2 maggio 1979 nel cantiere navale Unión Naval de Levante di Valencia con il nome di Ciudad de Sevilla e consegnato il 28 giugno 1980, al termine delle consuetudinarie prove in mare, tenutesi nel golfo di Valencia. Il 1º luglio prese poi servizio nei collegamenti tra Valencia, Barcellona e Palma di Maiorca, dove affiancò il Ciudad de Badajoz.[1] Tuttavia, il 19 ottobre 1982, il traghetto, partito la sera precedente dal porto catalano con 280 passeggeri a bordo e diretto a Maiorca, a circa due miglia dal porto di Palma, subì un guasto al quadro elettrico, che causò lo spegnimento di tutti i motori, sia principali che ausiliari, lasciando il Ciudad de Sevilla alla deriva, senza la possibilità di gettare le ancore a causa della presenza di cavi sommersi sul fondale.[1] In seguito a ciò, il traghetto venne prontamente assistito da un rimorchiatore, che non riuscì a trainarlo, nonostante il duplice tentativo, finendo nei pressi di Punta d'es Grells, dove poté gettare l'ancora di sinistra, arenandosi sul fondale e provocando uno squarcio al di sotto della linea di galleggiamento, che allagò tutta la sala macchine e fece inclinare l'unità di circa 14 gradi.[1] Un mese e mezzo dopo, il traghetto venne infine disincagliato dalla società olandese Smit-Tak e rimesso a galla, venendo trasferito due giorni dopo al traino nei cantieri navali Bazán di Cartagena, dove vennero rimossi i motori e riparato lo scafo, affinché il Ciudad de Sevilla fosse in sicurezza per essere rimorchiato all'Unión Naval de Levante di Valencia, dov'era stato costruito, luogo dove giunse il 4 luglio 1983.[1] Il 17 marzo 1985, a tre anni dall'incidente, il traghetto, riparato e rimotorizzato, venne riconsegnato all'armatore e reimmesso nei collegamenti con le Baleari.[2][1] Tra il 1996 e il 1997, a seguito dell'entrata in vigore nel 1995 delle nuove normative SOLAS, il traghetto venne sottoposto ad importanti lavori di ristrutturazione ed adattamento a tali leggi, tra cui l'installazione di porte antiallagamento nei garage, l'ammodernamento delle attrezzature antincendio, l'installazione di speciali luci di emergenza a bassa intensità e il miglioramento degli strumenti di comunicazione.[1]

Al termine della stagione estiva 2001, durante la quale il traghetto operò principale nei collegamenti tra Barcellona e Palma di Maiorca, il traghetto venne posto in disarmo nel porto catalano per essere sottoposto ad alcuni lavori di manutenzione ordinaria.[1] Tuttavia, il 17 settembre, durante tali lavori, scoppiò un incendio nella sala macchine ausiliaria, che, nonostante gli sforzi dei vigili del fuoco, si propagò per gran parte dei ponti inferiori, costringendo la compagnia a trasferire il Ciudad de Sevilla nei vicini cantieri Nuevo Vulcano per le riparazioni. Ciononostante, alle prime ore del giorno dell'11 marzo 2002, a lavori ormai completati, scoppiò un secondo incendio nella sala macchine del traghetto, che danneggiò i motori e gli scudi termici. La situazione fu aggravata dal fatto che l'alimentazione elettrica della nave era fornita da un'unità autogenerante installata sul ponte, dato che la rete di cavi di distribuzione che passava attraverso le porte stagne impediva la loro corretta chiusura.[1] A causa di questo secondo incendio, il traghetto non tornò in servizio, rimanendo per altri cinque mesi in cantiere, tornando poi ad agosto in servizio nei collegamenti con le Baleari, dove operò fino ad ottobre, quando venne impiegato insieme al gemello Ciudad de Valencia in un viaggio da Valencia a Civitavecchia per trasportare i fedeli e sacerdoti diretti a Roma in occasione della canonizzazione di Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell'Opus Dei.[1] Al ritorno in Spagna riprese infine servizio sulle proprio rotte.[1]

Nel luglio del 2004, con l'entrata in servizio delle unità di nuova generazione, il traghetto venne trasferito nei collegamenti tra Malaga e Melilla in sostituzione del gemello Ciudad de Badajoz, estesi saltuariamente ad Almería, dove vi operò fino al dicembre del 2006, quando venne immesso in quelli tra Algeciras e Tangeri Med, quest'ultimi operati fino al giugno del 2007, quando venne spostato in quelli tra Almería e Nador.[1] Tuttavia, nel gennaio del 2009, in vista dell'entrata in vigore delle nuove e più stringenti normative SOLAS, il traghetto venne disarmato a Sant Carles de la Ràpita, dove rimase fino a settembre, quando venne ceduto ai cantieri di demolizione IB Tdg Pvt Ltd di Mumbai, dove vi venne spiaggiato il 7 gennaio 2010 con il nome troncato in Sevilla, dopo essere giunto alla fonda al largo delle coste indiane il 19 novembre precedente, a circa un mese dalla partenza dalla Spagna.[2][1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 (ES) C. DE SEVILLA (II), su www.trasmeships.es. URL consultato il 9 aprile 2026.
  2. 1 2 M/S CIUDAD DE SEVILLA (1980), su www.faktaomfartyg.se. URL consultato il 9 aprile 2026.

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