Eutimio II di Novgorod
| Eutimio II di Novgorod | |
|---|---|
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| Vescovo di Novgorod | |
| Elezione | 1429 |
| Fine patriarcato | 1458 |
| Predecessore | Eutimio I di Novgorod |
| Successore | Giona di Novgorod |
| Consacrazione episcopale | 24 maggio 1434 da Gerasimo di Kiev |
| Nascita | Velikij Novgorod 1396 circa |
| Morte | Velikij Novgorod 10 marzo 1458 |
| Sant'Eutimio II di Novgorod | |
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Vescovo | |
| Nascita | Velikij Novgorod, 1396 circa |
| Morte | Velikij Novgorod, 10 marzo 1458 |
| Venerato da | Chiesa ortodossa russa |
| Ricorrenza | 10 marzo |
Eutimio II, in origine Giovanni (in russo Евфимий?, Evfimij; Velikij Novgorod, 1396 circa – Velikij Novgorod, 10 marzo 1458), è stato un arcivescovo ortodosso russo, vescovo di Novgorod tra il 1429 e il 1458.
Fu il vescovo di Novgorod più longevo del XV secolo, e sotto il suo episcopato la metropolia di Novgorod visse un'età dell'oro, continuata poi col suo successore Giona di Novgorod. È venerato come santo dalla chiesa ortodossa russa.
Biografia
Il futuro vescovo di Novgorod nacque all'incirca nel 1396 col nome di Giovanni, unico figlio del pope Micheja e della moglie Anna, che l'avevano concepito solo dopo molti anni d'infruttuosi tentativi, e che quindi lo consacrarono fin da piccolo alla vita religiosa.[1][2] Nel 1411 quindi Giovanni entrò in monastero, dove cambiò nome in Eutimio.[3]
Poco dopo, attirato dall'ascetismo, si unì a una piccola comunità di monaci penitenti che viveva non molto distante da Novgorod, in una zona paludosa e malsana. All'epoca non era consueto che monaci così giovani prendessero parte a queste iniziative religiose, ma pare che Eutimio desse un esempio di fede così fervente da essere venerato dal popolo e da essere quindi notato dal vescovo Simeone di Novgorod, che riconosciute le sue grandi capacità lo volle presso di sé come tesoriere e amministratore dei beni della metropolia.[2][3] All'epoca Novgorod era la capitale di una potente repubblica mercantile egemone della Russia settentrionale, e come le altre cariche cittadine anche il vescovo e i suoi assistenti erano importanti figure politiche oltre che religiose. Sorprese quindi molti la nomina di un monaco e non di un laico alla guida della tesoreria dell'episcopato.[1] Pare tuttavia che, nonostante dovesse necessariamente partecipare alla vita mondana, Eutimio non abbandonasse i suoi modi semplici e zelanti, spiccando così nella politica cittadina per le sue virtù monastiche.[2][3]
Alla morte di Simeone nel 1421, Eutimio preferì non accettare il rinnovo dei suoi incarichi sotto il successore Eutimio I di Novgorod e si ritirò nuovamente in monastero. Alla morte di Eutimio I nel 1429, ad essere eletto suo successore fu proprio il monaco, che assunse quindi la carica vescovile come "Eutimio II"[1][3] nonostante per un certo tempo avesse provato a rifiutare l'incarico.[2] Rimase tuttavia solo vescovo eletto fino al 1434, poiché la metropolia di Novgorod conduceva una politica ecclesiastica ambigua e la sua giurisdizione su di essa era contesa dalla metropolia di Mosca e dal patriarcato di Kiev, soprattutto a causa della disputa sui rapporti con la chiesa cattolica, nominalmente riunitasi alla chiesa ortodossa durante il concilio di Basilea, Ferrara e Firenze tenuto proprio in quegli anni, con Kiev che appoggiava l'unione e Mosca che invece voleva preservare l'indipendenza ortodossa. Per lungo tempo Eutimio fu indeciso su quale fazione scegliere; nel 1434 tuttavia accettò infine l'autorità di Kiev, e il 24 maggio successivo si recò a Smolensk dove venne consacrato vescovo dal patriarca Gerasimo di Kiev.[2][3]
Eutimio II governò la vita religiosa di Novgorod per quasi trent'anni, e la sua amministrazione della diocesi corrispose a un'età dell'oro per la città. Patrono delle arti, dopo che Novgorod fu devastata da vari incendi tra il 1431 e il 1442 promosse una grande opera di ricostruzione delle chiese cittadine, così come patrocinò numerosi scrittori come Pacomio il Serbo, autori e copiatori di numerosi e preziosi libri sacri e agiografici tuttora conservati presso la metropolia di Novgorod.[3] Pare che non abbandonasse mai il suo stile di vita monastico nemmeno durante i lunghi anni a capo della metropolia, continuando anche severe penitenze come prolungati digiuni e privazioni del sonno.[3] Col trascorrere degli anni e le crescenti incursioni da parte di svedesi e livoni, Eutimio contribuì a fortificare il sistema di difesa di Novgorod, partecipando col denaro della metropolia alla costruzione di nuove fortezze e alle riparazioni del Cremlino di Novgorod.[1]

Più tribolazioni dovette invece affrontare a livello politico. Nel 1435 si recò in visita a Pskov, rientrante nella metropolia di Novgorod, e irritò i locali abitanti imponendo la nomina di sacerdoti graditi a Novgorod, creando così una rivalità tra le due città che sarebbe perdurata nei decenni successivi.[1] Inoltre, nonostante la sua iniziale fedeltà a Kiev e ai favorevoli alla riunione coi cattolici, Eutimio optò infine per opporsi ad ogni apertura alla chiesa d'Occidente, mantenendo quindi l'autocefalia di Novgorod e riavvicinandosi così ai metropoliti di Mosca, da allora considerati a capo della chiesa ortodossa russa.[1]
Durante gli ultimi anni del suo episcopato, divenne coinvolto nella rivalità crescente che contrapponeva Novgorod a Mosca, naturalmente scaturita dai desideri di predominio che entrambe le città ambivano a ottenere sull'intera Russia. Nel 1446, durante la guerra civile moscovita, il potere a Mosca fu brevemente preso dal contendente Dmitrij Jur'evič Šemjaka, che si dimostrò ostile a Novgorod, che rifiutò quindi di intrattenere rapporti con lui. Nel 1449 Eutimio si riavvicinò a Šemjaka, decidendo di sostenerlo nella sua lotta per mantenere il controllo di Mosca e siglando un'alleanza tra lui e Novgorod. L'accordo fu tuttavia di breve durata, e già nel 1450 i due erano tornati in pessimi rapporti.[1] In quel periodo Eutimio ebbe uno scambio epistolare col metropolita Giona di Mosca, che lo esortava ad ottenere la sottomissione della sua città nei confronti di Mosca criticando anche il suo stile di vita eccessivamente ascetico.[3] Dopo aver perso il controllo di Mosca in favore del nipote Basilio II, Šemjaka si rifugiò a Novgorod, dove Eutimio lo ospitò per i successivi anni; la città costituì la sua base per lanciare scorrerie contro Mosca, causando così l'ostilità del nuovo granduca Basilio.[1] Nel 1456, quando scoppiarono le guerre tra Mosca e Novgorod, dopo che la sua città fu sconfitta nei primi scontri si occupò di trattare la pace col granduca Basilio II di Mosca, ottenendo termini non troppo sfavorevoli a Novgorod.[1]
Eutimio morì il 10 marzo 1458 e fu succeduto da Giona di Novgorod, che continuò la sua opera di espansione e rafforzamento della metropolia.[1]
Culto
Eutimio di Novgorod fu subito venerato come santo dal popolo, e il suo successore Giona commissionò allo scrittore Pacomio il Serbo un'agiografia su di lui.[1] Il suo culto venne ufficializzato nel 1549 col concilio di Makariev.[3] Le sue reliquie, conservate in una chiesa di Novgorod, andarono disperse durante la repressione dell'ortodossia attuata dall'Unione Sovietica sotto il regime di Stalin.[1]
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 (RU) M. A. Shibaev, ЕВФИМИЙ II, su pravenc.ru, 8 febbraio 2010.
- 1 2 3 4 5 (RU) Евфимия, архиепископа Новгородского, in Жития святых по изложению свт. Димитрия Ростовского, VII, 2004, pp. 228-257.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (RU) Святитель Евфимий, архиепископ Новгородский, su days.pravoslavie.ru.
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