Tarutinoite
| Tarutinoite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 2.JB.40a[1] |
| Formula chimica | Ag3Pb7Bi7S19[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino[3] |
| Classe di simmetria | prismatica[4] |
| Parametri di cella | a = 13,545(1) Å, b = 4,1027(3) Å, c = 32,481(4) Å, β = 96,433(9)°, V = 1 793,64 ų, Z = 2[4] |
| Gruppo puntuale | 2/m[3] |
| Gruppo spaziale | B2/m[4] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 7,180[5] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3,5 - 4[5] |
| Sfaldatura | non osservata[5] |
| Frattura | irregolare[4] |
| Colore | grigio[5] |
| Lucentezza | metallica[5] |
| Opacità | opaca[5] |
| Diffusione | molto rara[6] |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La tarutinoite (simbolo IMA: Trtn[7]) è un minerale molto raro appartenente alla serie degli omologhi alla lillianite; fa parte della famiglia dei "solfuri e sali dello zolfo" (in particolare, è un solfosale) e possiede composizione chimica Ag3Pb7Bi7S19.[2]
Etimologia e storia
La tarutinoite prende il nome dalla sua località tipo, il deposito di Tarutinskoe nell'oblast' di Čeljabinsk (Russia).[4]
Classificazione
Essendo stata approvata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 2023 e pubblicata nel 2025,[7] la tarutinoite non è elencata nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'IMA fino al 2009.[8]
Il minerale è presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale la tarutinoite è elencata nella classe "2. Solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi; arseniuri, antimoniuri, bismuturi; solfoarseniuri, solfoantimonuri, solfobismuturi, ecc.)" e nella sottoclasse "2.J Solfosali di archetipo PbS"; questa è suddivisa in base alla composizione chimica del minerale, in modo tale che la tarutinoite possa essere trovata nella sezione "2.JB Derivati dalla galena, con Pb" dove forma il sistema nº 2.JB.40a insieme a fizélyite, ramdohrite, bursaite, terrywallaceite, jasrouxite, staročeskéite, oyonite, quatrandorite, erzwiesite, vikingite, lillianite, roshchinite, menchettiite, holubite, brusnitsynite, treasurite, uchucchacuaite, xilingolite e gustavite.[1]
Abito cristallino
La tarutinoite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale B2/m con le costanti di reticolo a = 13,545(1) Å, b = 4,1027(3) Å, c = 32,481(4) Å e β = 96,433(9)°, oltre a possedere 2 unità di formula per cella unitaria.[4]
Origine e giacitura
La tarutinoite è stata trovata in un giacimento di skarn di rame associata ad aikinite, barite, berryite, bismutinite, calcite, clinocloro, galena, hessite, magnetite, quarzo, scheelite e tetradimite.[9]
Il minerale è molto raro ed è stato trovato solo nella sua località tipo, il deposito di Tarutinskoe (53.11667°N 61.03333°E) nell'oblast' di Čeljabinsk (in Russia)[10] e la vena "Bieber" nel distretto di Banská Štiavnica (in Slovacchia).[6]
Forma in cui si presenta in natura
La tarutinoite forma grani anedrali di dimensioni fino a 0,10 x 0,05 mm.[9] Il minerale è opaco, con lucentezza metallica e di colore grigio.[4]
Note
- 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - Galena derivatives, with Pb, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: July 2026 (PDF), su athena.unige.ch, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 30 luglio 2026.
- 1 2 (DE) Tarutinoit (tarutinoite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 30 luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Tarutinoite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Anatoly V. Kasatkin et al., Tarutinoite, Ag3Pb7Bi7S19, a new member of the lillianite homologous series from the Tarutinskoe copper-skarn deposit, Southern Urals, Russia (abstract), in Mineralogical Magazine, vol. 89, n. 4, 20 gennaio 2025, pp. 483-491, DOI:10.1180/mgm.2025.1. URL consultato il 30 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Localities for Tarutinoite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Ferdinando Bosi, Frédéric Hatert, Marco Pasero e Stuart J. Mills, IMA Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification (CNMNC) – Newsletter 79 (PDF), in European Journal of Mineralogy, vol. 36, n. 3, 25 giugno 2024, p. 526, DOI:10.5194/ejm-36-525-2024. URL consultato il 30 luglio 2026.
- ↑ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 30 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- 1 2 (EN) Type Occurrence of Tarutinoite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 luglio 2026.
- ↑ (EN) Tarutinskoe deposit, Chesmensky District, Chelyabinsk Oblast, Russia, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 luglio 2026.
Collegamenti esterni
- (EN) Tarutinoite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 luglio 2026.
- (EN) Anatoly V. Kasatkin et al., Tarutinoite, Ag3Pb7Bi7S19, a new member of the lillianite homologous series from the Tarutinskoe copper-skarn deposit, Southern Urals, Russia (abstract), in Mineralogical Magazine, vol. 89, n. 4, 20 gennaio 2025, pp. 483-491, DOI:10.1180/mgm.2025.1. URL consultato il 30 luglio 2026.