Compartimento di Firenze
| Compartimento di Firenze | |||||
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| Informazioni generali | |||||
| Capoluogo | Firenze 109.410 abitanti (1849) | ||||
| Dipendente da | Granducato di Toscana | ||||
| Suddiviso in | 10 distretti 67 comunità | ||||
| Evoluzione storica | |||||
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| Cartografia | |||||
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Il compartimento di Firenze fu una suddivisione amministrativa del Granducato di Toscana dal 1825 al 1860. Nella ripartizione territoriale leopoldina del 9 marzo 1848 e regolamento attuativo del 20 novembre 1849 confinava a nord e a est con lo Stato Pontificio, a sud con i compartimenti di Arezzo e Siena, a ovest con i compartimenti di Pisa e Pistoia.
Storia
Il più grande compartimento toscano derivava dall'ancor più vasta provincia fiorentina, dalla quale erano stati successivamente distaccati i territori di Arezzo (1º novembre 1825) e Pistoia (9 marzo 1848). La provincia pistoiese ebbe però vita breve, e cedette subito due dei suoi tre distretti (Pistoia e San Marcello) al compartimento della capitale.
Dopo l'Unità d'Italia il territorio fu ereditato dalla provincia di Firenze, che subì negli anni 1920 alcune importanti decurtazioni: il distacco (1923) di gran parte della Romagna toscana (circondario di Rocca San Casciano), la cessione (1925) a Pisa di alcuni comuni del circondario di San Miniato e la ricostituzione (1927) della provincia di Pistoia. Rispetto al territorio originario del compartimento la provincia italiana manca inoltre dei sette comuni che nel 1992 hanno dato vita alla provincia di Prato.
Amministrazione
Camera di soprintendenza comunitativa
La Camera di soprintendenza comunitativa di Firenze assumeva nel 1825 buona parte delle competenze precedentemente svolte dall'Ufficio delle comunità di Firenze. L'ente, guidato da un provveditore, esercitava funzioni di amministrazione civile nella provincia e si occupava della gestione degli affari economici e dei lavori pubblici nei comprensori comunali. In particolare, competenze esclusive della camera fiorentina erano la sorveglianza dell'azienda del Monte dei presti e l'amministrazione economica dei Bagni di Montecatini. Venne abolita nel 1848 con la creazione della prefettura.[1]
Elenco dei provveditori:
- Antonio Moggi (1825-27 settembre 1833)
- Giulio Mostardini (?-1841)
- Ambrogio Piovacari (1841-1844)
- Giovanni Battista Lapi (1844-1848)
Commissari e prefettura
La Presidenza del buon governo, che era stata ripristinata nel 1814 dopo l'occupazione francese, sovrintendeva agli affari giudiziari e di polizia nel compartimento, era dotata di piena autonomia e rispondeva direttamente al sovrano. Da questa presidenza dipendevano a Firenze tre commissari di quartiere. Nel circondario di Pistoia aveva sede invece un proprio commissariato regio. Il 7 settembre 1837 fu istituito il commissariato regio di Rocca San Casciano per i territori della Romagna toscana. Con la riforma dei tribunali civili e criminali del 1838, ai commissari rimasero solo le competenze di polizia e di buon governo. Il 3 dicembre 1840 venne creato il Commissariato regio del compartimento fiorentino, che sostituì la Presidenza.[2] Un ulteriore commissariato regio fu creato il 10 giugno 1846 per il circondario di San Miniato.[3] Il 9 marzo 1848 le funzioni dei commissari e della camera di soprintendenza comunitativa vennero in buona parte riunite con la creazione della prefettura granducale.[4]
Note
- ↑ Compendio storico della città di Firenze, 1849, p. 379.
- ↑ Commissariato regio del dipartimento fiorentino, su sias-archivi.cultura.gov.it.
- ↑ Commissariato regio (Granducato di Toscana), 1814 - 1848, su sias-archivi.cultura.gov.it.
- ↑ Prefettura (Granducato di Toscana), 1848 - 1861, su sias-archivi.cultura.gov.it.
Collegamenti esterni
- Compendio storico della città di Firenze (1849), su books.google.it.
