Contado fiorentino

Con l'espressione Contado fiorentino o Contado di Firenze ci si riferisce a una delle due suddivisioni territoriali storiche legate alla città di Firenze e in particolare alle sue entità politiche passate, assieme al Distretto fiorentino. Il Contado era infatti il territorio rurale immediatamente adiacente alla città stessa, di grande importanza per la città nei suoi primi secoli.[1]

Contado fiorentino
Contado fiorentino
Estensione di Firenze nel XVI secolo (in arancione), il contado è al centro.
Informazioni generali
Nome ufficialeContado di Firenze (fiorentino)
CapoluogoFirenze
Dipendente da Repubblica fiorentina
Ducato di Firenze
Granducato di Toscana
Suddiviso incommissariati, governatorati, capitanati, vicariati, podesterie

Contesto storico di Firenze

L'istituzione del contado di Firenze si inquadra tra il Medioevo e il Rinascimento, in un periodo di forte espansione per la città di Firenze che da unico centro si espanderà prima su base locale e poi su base regionale nell'età moderna, decretando la nascita del contado e del distretto fiorentino. Firenze ebbe inoltre diverse forme di governo lungo la sua storia, anch'esse determinanti[2]:

In questo lungo periodo di evoluzione storica, Firenze vide la sua graduale estensione territoriale e la sua egemonia sulla Toscana.

Espansione di Firenze lungo i secoli XIV e XVI.

Storia

Riferito alla storia dei comuni italiani, il contado (derivato dal latino comitatus) era il territorio rurale e i piccoli borghi intorno alla città principale, generalmente coincidendo con i confini del territorio diocesano della città stessa. Questo territorio era visto dalla città madre come parte integrante di essa e il primo obbiettivo nella sua espansione territoriale. Le fonti dell'epoca descrivevano la città e il suo contado come "capo e membra di un medesimo corpo" visto che la città esercitava un'egemonia (più o meno forte) sul contado, ma anche essa dipendeva fortemente dal contado per l'approvvigionamento e lo sfruttamento delle sue risorse.[4][5]

Naturalmente anche Firenze aveva un proprio contado, la cui storia torna in dietro fino ai tempi romano-bizantini, longobardi e carolingi, come osservabile dai toponimi locali, ma si affermò solamente con la nascita della repubblica fiorentina a partire dal X e XII secolo.[6]

La conquista da parte di Firenze del contado fu caratterizzata da guerre di espansione, rivalità contro le famiglie limitrofe e spesso conquiste e distruzioni di castelli, permettendo l'assoggettamento di quei territori che non fu quasi mai un processo graduale. Intorno a Firenze, nel 1100, si estendevano i territori di alcune famiglie come i Guidi, i Ricasoli, gli Ubaldini, i Pazzi, i Gherardini e gli Alberti, questi ultimi i più feroci avversari di Firenze.

Punto d'inizio per l'espansione sul contado fu la presa di Fiesole, distrutta nel 1125, annientando l'importanza della città che era ai tempi più grande di Firenze, seguirono la presa di Barberino, Vico d'Elsa e soprattutto Certaldo, penetrando nella Valdelsa e Val di Pesa.[7] Un primo tentativo di frenare l'espansione fiorentina fu condotta dagli Alberti di Prato, col supporto di Federico Barbarossa, la famiglia iniziò infatti la costruzione di Semifonte, fiorente fortezza militare intesa per contrastare l'espansione fiorentina, ma la città ebbe breve durata, venne infatti assediata dai fiorentini nel 1198 e capitolò nel 1202, successivamente rasa al suolo.[8] Seguitò a cadere anche il Valdarno, con l'importante presa di Empoli nel 1282.[9]

Dopo una breve interruzione causata dalle lotte interne, in particolare l'eterna lotta tra guelfi e ghibellini prima e guelfi bianchi e neri poi, Firenze riprese la sua politica espansionista, ma dovette entrare in conflitto con i suoi nuovi rivali, le città di Siena, Lucca e Pisa, all'inizio sua alleata. Già dal XII secolo Firenze era considerabile come uno stato regionale: controllava infatti l'intera Valdarno, estendendosi dagli Appennini al Chianti, dal Mugello alla Valdinievole, controllando le città di Prato, Pistoia e Arezzo, sebbene a volte in modo parziale, ma generalmente questi territori venivano considerati parte del distretto fiorentino.

Da un certo punto di vista, l'assoggettamento del contado fiorentino all'omonima città fu un beneficio per i borghi in esso compreso: Firenze sfruttò appieno la regione data la sua grande viabilità, ampliando le regioni con cinta murarie e la fondazione di interi castelli difensivi, costruiti da zero o usufruendo di insediamenti preesistenti (come Noce, Uglione, Lucignano, Petrognano...) portando a un rapido sviluppo urbanistico di quegli insediamenti.[9] Lo stesso Giovanni Villani, nella sua Nova Cronica, si vantava del fatto che «del nostro contado e distretto il Comune tenea XLVI (47) castella, forti e murate». Altre innovazioni furono un miglioramento dei collegamenti stradali e della canalizzazione, opere di bonifica e ripopolamento e un sistema difensivo verso i confini che includeva anche la costruzione di interi nuovi insediamenti come Vicchio di Mugello, edificata in un lungo periodo che vide arresti e interruzioni (1309, 1324 e 1350).[6][10]

Non mancarono tentativi separatistici, sia nelle città più grandi, che detenevano ancora uno pseudo-governo, che in quelle più piccole (non va dimenticato che il contado era tempestato da villaggi, poderi, piccoli nuclei abitati e località) che chiedevano determinate necessità. Un esempio si ebbe con la crisi del Trecento, che vide Firenze dilaniata da invasioni straniere come le lotte contro Castruccio Castracani o i Visconti e dalla Peste Nera che portò crisi demografiche e un generale impoverimento. Per risolvere la crisi Firenze iniziò a conciliare le esigenze locali e generali permettendo la ricostruzione e ripopolazione delle città che erano state abbandonate a loro stesse dopo l'assoggettamento, come Fiesole e Calenzano, quest'ultima in particolare dopo i fatti dell'invasione milanese dell'estate 1351. Molte città si videro quindi riedificate la cinta muraria e i castelli perduti, oltre che un incremento demografico dato dalle campagne di ripopolazione a discapito di altri centri, riformando e uniformando il controllo fiorentino sul contado.[6]

Intanto Firenze continuava ad espandersi, sebbene avesse preso una posizione più difensiva a seguito di diversi conflitti interni (tumulto dei Ciompi) adesso sotto la guida della famiglia Medici, ciò culminò con la presa di Pisa nel 1406, la promulgazione del catasto fiorentino e, con la pace di Cateau-Cambrésis del 1559 l'annessione della repubblica di Siena a quella di Firenze, che anzi già dal 1532 era diventata ducato per ordine del papa Clemente VII. Sebbene Contado e Distretto continuarono ad esistere, a questa suddivisione territoriale si stava gradualmente sostituendo un nuovo sistema di dualità tra lo Stato Vecchio cioè il ducato di Firenze (contenente anche la "provincia pisana", la zona costiera che corrispondeva alla repubblica pisana) e lo Stato Nuovo cioè il ducato ed ex-repubblica di Siena, riuniti sotto i Medici.

Contado e Distretto sono da considerarsi obsoleti dal punto di vista amministrativo con le riforme amministrative del 1848 che istituirono i compartimenti (Firenze, Pistoia, Lucca, Pisa, Arezzo, Siena, Grosseto) e i governi (Livorno, isola d'Elba).[11]

Descrizione

Il Contado fiorentino, in senso stretto, corrisponde grossomodo ai confini dell'arcidiocesi di Firenze e include il territorio più nelle vicinanze della città di Firenze come Fiesole, Borgo San Lorenzo, Prato, Certaldo, Poggibonsi eccetera, mentre città più grandi e lontane come Arezzo, Pisa o Livorno vengono considerati come parte del distretto fiorentino.

Il Contado era ripartito in capitanati (maggiori) e vicariati (minori), le cui sedi erano situate all'interno della città Dominante, in uno dei quattro quartieri storici. Nel XVII secolo si contavano i capitanati di Prato e San Miniato al Tedesco, e i vicariati di Pontassieve, Rignano, San Giovanni Valdarno, Radda, Scarperia e Certaldo – con sede rispettivamente in San Giovanni, Santa Croce, Santo Spirito e Santa Maria Novella. L'unità amministrativa di base era la podesteria, di cui ogni città era munita, sebbene non mancassero casi in cui più borghi venissero accorpati alla stessa podesteria, si ignorano poi tutti i possedimenti feudali tra cui marchesati, contee, feudi vassalli imperiali ed autonomi e le proprietà dei Medici (reali fattorie, tenute e bandite). Anche il contado senese seguiva una suddivisione analoga.[12]

Sin dai primi secoli di egemonia fiorentina era usanza comune per i sobborghi rurali, i comunelli isolati e i nuclei abitati della stessa regione naturale di riunirsi in leghe rurali, le quali avevano funzione unicamente economica.

Lega rurale Comuni membri
Lega d'Avane Castelnuovo, Cavriglia, Lucolena, Montegonzi, San Donato
Lega del Chianti Castellina in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti
Lega del Galluzzo Galluzzo, Impruneta
Lega della Valdambra Badia Agnano, Bucine, Migliari, Montozzi, Pergine Valdarno, San Pancrazio
Lega di Tagliaferro San Piero a Sieve

Altri esempi di leghe rurali sono quelle di Barberino, Certaldo, Cintoia, Vaglia, Sesto Fiorentino e della Val di Greve. La maggior parte delle informazioni sui comuni e città del Contado si hanno dai singoli censimenti attuati dalla Dominante, particolarmente il catasto fiorentino del 1427; la maggior parte delle informazioni sono poi state ricompilate insieme dall'archivista e professore Paolo Pirillo nelle sue pubblicazioni.[13][14]

Nel 1820 con le riforme leopoldine capitanati e vicariati vennero raggruppati nelle tre province fiorentina, pisana e senese (prima senese superiore ed inferiore), e vennero anche creati i commissariati e governatorati, superiori alle prime due. Con la riforma del 1848 il Contado fiorentino cessa di essere una suddivisione amministrativa, ma rimane comunque una importante regione storico-geografica e turistica.

Note

  1. ↑ L'evoluzione del comune di Firenze nel Medioevo., su www.roberto-crosio.net. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  2. ↑ L'ultima Repubblica Fiorentina, su www.fiorentininelmondo.it. URL consultato il 5 ottobre 2025.
  3. ↑ LA GENESI DELLA REPUBBLICA FIORENTINA E LA ISTITUZIONE DEL CONSIGLIO MAGGIORE: DALLA SIGNORIA AL SAVONAROLA, A MACHIAVELLI, AL PRINCIPATO, su www.homolaicus.com. URL consultato il 5 ottobre 2025.
  4. ↑ Giorgio Chittolini, La formazione dello Stato regionale e le istituzioni del contado (secoli XIV-XV), 1979. ISBN 880614118X
  5. ↑ (EN) Contado | Italian history | Britannica, su www.britannica.com. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  6. 1 2 3 Paolo Pirillo, Controllare e proteggere: l’organizzazione della difesa del contado fiorentino tra esigenze locali e centralizzazione, in Publications de l'École Française de Rome, vol. 302, n. 1, 2003, pp. 439–459. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  7. ↑ Il gruppo dirigente fiorentino nell'età consolare, in "Archivio Storico di Firenze", CLXII (2004), pp. 210.
  8. ↑ Chiara Tozzetti, Storia e mito di Semifonte, su Semifonte, 8 marzo 2022. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  9. 1 2 Dal sistema feudale al contado fiorentino: riflessi sul territorio tra Elsa e Pesa, Secoli X-XIII. (PDF), su milliarium.it.
  10. ↑ The Florentine State: Contado and Distretto (ca. 1406) | Download Scientific Diagram, su researchgate.net.
  11. ↑ Emanuele Repetti, Compendio storico della città di Firenze, sua comunità, diocesi, e compartimento fino all'anno 1849, desunto dal Dizionario geografico-fisico-storico della Toscana di E. Repetti con molte aggiunte fatte dall'autore medesimo, Tofani, 1849. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  12. ↑ Decima Granducale 5739 - Indice dei popoli del Contado Fiorentino dimostrante la divisione del Contado Fiorentino in Vicariati, Quartieri e Potesterie ed il numero progressivo dato ai popoli di ciascun Quartiere (PDF), su archiviodistatofirenze.cultura.gov.it.
  13. ↑ Forme e strutture del popolamento nel contado fiorentino. III. Gli insediamenti al tempo del primo catasto (1427-1429) - Paolo Pirillo, su Casa Editrice Leo S. Olschki. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  14. ↑ Costruzione di un contado. I Fiorentini e il loro territorio nel Basso Medioevo - Paolo Pirillo, su Editoriale Le Lettere. URL consultato il 6 ottobre 2025.