Donatella d'Abundo
| Donatella d'Abundo | |
|---|---|
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| Descrizione generale | |
| Tipo | Ro-Pax |
| Classe | Canguro |
| Armatore | Medmar (2002-2009) |
| Proprietà | Ybarra y Cia (1972-1981) Trasmediterránea (1981-1998) Limadet (1998-2000) Linee Lauro (2000-2002) Medmar (2002-2009) Taymouth Ltd (demolizione) |
| Registro navale | RINA, nº 49803 |
| Porto di registrazione | |
| Identificazione |
|
| Ordine | 19 dicembre 1969 |
| Costruttori | Unión Naval de Levante |
| Cantiere | Valencia, Spagna |
| Costruzione n. | 122 |
| Impostazione | 29 maggio 1970 |
| Varo | 4 settembre 1971 |
| Madrina | Laura Torchiani |
| Costo originale | 900 000 000 Pt |
| Consegna | 1º settembre 1972 |
| Entrata in servizio | 23 settembre 1972 |
| Nomi precedenti | Canguro Cabo San Sebastián (1972-1981) Ciudad de Palma (1981-1982) Ciudad de Santa Cruz de la Palma (1982-1998) Beni Ansar (1998-2000) |
| Nomi successivi | Samundhar Sikharam (2009) |
| Intitolazione | Palma di Maiorca, città spagnola (1981-1982) Santa Cruz de la Palma (1982-1998) Beni Ensar, città marocchina (1998-2000) |
| Fuori servizio | 30 gennaio 2009 |
| Disarmo | maggio 2009 |
| Radiazione | settembre 2009 |
| Destino finale | Demolizione presso i cantieri di Aliağa nel 2009 |
| Stato | Demolito |
| Caratteristiche generali | |
| Stazza lorda | 11 179 tsl |
| Stazza netta | 4 624 tsn |
| Portata lorda | 2 824 tpl |
| Lunghezza | 137,75 m |
| Larghezza | 20,58 m |
| Altezza | 13,7 m |
| Pescaggio | 5,59 m |
| Propulsione | 2 motori diesel MAN-Bazan 16V40/54, 13 090 kW |
| Velocità | 22,5 nodi (41,67 km/h) |
| Capacità di carico | 250 auto o 540 m.l. di carico merci |
| Numero di cabine | 223 |
| Equipaggio | 93 |
| Passeggeri | 969 |
| (SV) Canguro Cabo San Sebastian (1972), su faktaomfartyg.se. URL consultato il 10 giugno 2025. Donatella D'Abundo, su naviecapitani.it. URL consultato il 10 giugno 2025. | |
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Il Donatella D'Abundo è stato un traghetto, appartenuto alla compagnia di navigazione italiana Medmar dal 2002 al 2009, ultima proprietaria prima della demolizione.
Servizio
Il traghetto, primo di una serie di sei unità gemelle commissionate il 19 dicembre 1969 dalla neocostituita Ybarra y Cia per la controllata joint venture Canguros Iberia, fondata il 23 febbraio 1968 dalla compagnia spagnola e dall'italiana Linee Canguro, di proprietà della holding italiana Bastogi, venne varato il 4 settembre 1971 dalla madrina Laura Torchiani nei cantieri navali Unión Naval de Levante di Valencia con il nome di Canguro Cabo San Sebastián e consegnato il 1º settembre 1973 alla compagnia spagnola, al termine delle consuetudinarie prove in mare, tenutesi il 23 agosto precedente nel golfo di Valencia. Il 23 settembre, dopo circa due settimane, il traghetto venne poi immesso nei collegamenti tra Genova, Barcellona e Palma di Maiorca, dove venne affiancato dal gemello Canguro Cabo San Jorge.[1] Tuttavia, poco dopo l'inizio del servizio, iniziarono a comparire delle crepe sui cilindri dei motori principali, sebbene non fosse possibile stabilire se fossero dovute a difetti di fusione o ad altre cause.[1] I motori erano in garanzia e venivano riparati dai costruttori man mano che le crepe si presentavano, ma questo approccio rendeva impossibile una soluzione definitiva, che costrinse, nel gennaio del 1974, a trasferire il traghetto nei cantieri navali Empresa Nacional Bazán di Cartagena, dove rimase fino a marzo per sostituire entrambi i blocchi motore e tutti gli altri componenti necessari.[1] Ciononostante, pochi giorni dopo il ritorno in servizio, durante la navigazione tra Genova e Barcellona, il traghetto iniziò a navigare improvvisamente a velocità ridotta, senza apparentemente presentare alcun tipo di problema ai motori. Questa inaspettata perdita di velocità fu spiegata quando il pilota del porto italiano salì a bordo, informando il comandante della presenza di una balena sul bulbo di prua, che venne successivamente rimossa con l'ausilio di una gru.[1] Il 4 febbraio 1981, a causa delle ingenti difficoltà finanziarie delle compagnia armatrice, date dal caro carburante e dal rischio fallimento della holding italiana, il Canguro Cabo San Sebastián ed il Canguro Cabo San Jorge vennero ceduti insieme ai loro equipaggi per 1,967 miliardi di pesetas alla statale Trasmediterránea.[1] In seguito a ciò, il 10 aprile il traghetto venne consegnato al nuovo armatore, dal quale venne ribattezzato Ciudad de Palma e immesso nei collegamenti tra Barcellona e le Baleari, operando con gli altri "Canguri" di costruzione Trasmediterránea.[1] Nel 1982, dopo appena un anno di servizio, il traghetto venne trasferito nei collegamenti tra Cadice e le Canarie in sostituzione del gemello Ciudad de Santa Cruz de la Palma, considerato meno adatto alla rotta, venendo ribattezzato per l'occasione proprio Ciudad de Santa Cruz de la Palma. Anche tale impiego ebbe breve durata, poiché appena pochi mesi dopo, a causa degli elevati costi di gestione in confronto alla redditività, che portò a un deficit di circa 400 milioni di pesetas, il traghetto venne riposizionato nei collegamenti tra Almería, Malaga e Melilla.[1]
Nell'aprile del 1992, dopo circa dieci anni di servizio nel Mare di Alborán, il traghetto venne posto fuori servizio a Siviglia, per poi venire impiegato fino ad ottobre in alcune minicrociere turistiche, venendo nel frattempo sostituito dallo Scirocco.[1] Tra il 1996 e il 1997, a seguito dell'entrata in vigore nel 1995 delle nuove normative SOLAS, il traghetto venne sottoposto ad importanti lavori di ristrutturazione ed adattamento a tali leggi, tra cui l'installazione di porte antiallagamento nei garage, l'ammodernamento delle attrezzature antincendio, l'installazione di speciali luci di emergenza a bassa intensità e il miglioramento degli strumenti di comunicazione.[1] Il 25 giugno 1998, dopo circa diciassette anni di servizio per la Trasmediterránea, il traghetto venne inserito come contropartita nell'acquisto dell'Ibn Batouta 2 dalla marocchina Limadet, dalla quale venne ribattezzato Beni Ansar e immesso nei collegamenti tra Almería e Nador[1], in sostituzione del precedente Beni Ansar, operandovi fino al 2000, quando venne risostituito da quest'ultimo e ceduto all'italiana Linee Lauro, dalla quale venne invece ribattezzato Donatella d'Abundo e trasferito nei collegamenti tra La Spezia, Napoli e Tunisi.[2] Nel 2002, con la soppressione del ramo traghetti della compagnia e il suo trasferimento alla Medmar, il Donatella d'Abundo venne trasferito a quest'ultima, continuando a servire la rotta per la Tunisia, servendo saltuariamente anche i collegamenti tra Napoli e Palau.[1] Dal 7 marzo al giugno del 2003 operò nei collegamenti tra Sète e Palma di Maiorca, tornando successivamente in servizio nei collegamenti tra La Spezia, Trapani e Tunisi.[2] Nel gennaio del 2009, in vista dell'entrata in vigore delle nuove e più stringenti normative SOLAS, il traghetto, ritenuto economicamente sconveniente l'adattamento alle nuove leggi, venne ceduto alla compagnia indonesiana Taymouth Ltd, dalla quale venne ribattezzato Samundhar Sikharam e trasferito il 30 gennaio nei cantieri navali di Perama, dove rimase fino a maggio, quando, dopo una breve sosta nella baia di Eleusi, durante la quale venne venduto per la demolizione alla società Macaroni Ship Management, salpò alla volta di Aliağa, dove venne spiaggiato il 5 settembre presso i cantieri Kalkavanlar GS.[3][1][2]
Navi gemelle
Note
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