Mordenite
| Mordenite | |
|---|---|
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| Classificazione Strunz (ed. 10) | 9.GD.35[1] |
| Formula chimica | (Na2,Ca,K2)4(Al8Si40)O96·28H2O[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | ortorombico[3] |
| Classe di simmetria | piramidale[3] |
| Parametri di cella | a = 18,16 Å, b = 20,45 Å, c = 7,54 Å, V = 2 800,14 ų, Z = 4[4] |
| Gruppo puntuale | mm2[5] |
| Gruppo spaziale | Cmc21 (nº 36) oppure Cmcm (nº 63)[4] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 2,12 - 2,15[6] g/cm³ |
| Densità calcolata | 2,125[6] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3 - 4[6] |
| Sfaldatura | perfetta secondo {100}, distinta secondo {010}[6] |
| Frattura | irregolare[4] |
| Colore | incolore, bianco, rosato, giallastro[5] |
| Lucentezza | vitrea, serica[3] |
| Opacità | trasparente, traslucido[3] |
| Striscio | bianco[5] |
| Diffusione | abbastanza diffusa |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La mordenite (simbolo IMA: Mor[7]) è un minerale abbastanza diffuso del gruppo delle zeoliti; essendo una zeolite appartiene alla famiglia dei "tectosilicati" e possiede composizione chimica (Na2,Ca,K2)4(Al8Si40)O96·28H2O.[2]
Etimologia e storia
Il minerale fu scoperto, nella seconda metà del XIX secolo, tra le rocce basaltiche di una spiaggia presso Morden, da cui prende il nome, in Nuova Scozia (Canada).[8]
Un minerale descritto da Charles Whitman Cross (1854–1949)[9] e L. G. Eakins nel 1886 e chiamato "ptilolite" dalle parole in greco antico πτιλον ('ptilon', piuma) e λίθος ('lithos', pietra)[10] Successive analisi rivelarono che la ptilolite era identica alla mordenite e il nome fu quindi screditato.[11]
Il campione tipo del minerale è conservato presso il National Museum of Natural History di Washington D.C. (Stati Uniti) con il numero di catalogo R04062 e al Museo di storia naturale di Londra con il numero di catalogo BM 52574 (CT).[12]
Classificazione
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[13] elenca la mordenite nella classe "9. Silicati (germanati)" e da lì nella sottoclasse "9.G Tettosilicati con H2O zeolitica; famiglia della zeolite"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla struttura cristallina del minerale, in modo tale da trovare la mordenite nella sezione "9.GD Catene di anelli di 6 membri – zeoliti tabulari" dove forma il sistema nº 9.GD.35 insieme alla maricopaite e a diversi altri minerali oggi non più riconosciuti dall'IMA.[13]
Tale classificazione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il sistema 9.GD.35 è formato solo dalla mordenite e dalla maricopaite.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la mordenite è nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse dei "tectosilicati (con zeoliti)"; qui forma il "gruppo delle zeoliti - zeoliti fibrose" con il numero di sistema VIII/J.22 insieme a ferrierite-Na, ferrierite-K, ferrierite-Mg, mutinaite, terranovaite, gottardiite, dachiardite-Na, dachiardite-Ca, direnzoite, boggsite, edingtonite e laumontite.[14]
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, la mordenite si trova nella famiglia dei "silicati"; qui è nella classe dei "tectosilicati; gruppo delle zeoliti" e nella sottoclasse delle "zeoliti originali" dove forma il sistema nº 77.01.06 insieme a boggsite, epistilbite, maricopaite e dachiardite-Na.[15]
Abito cristallino
La mordenite cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Cmc21 (gruppo nº 36) oppure Cmcm (gruppo nº 63) con le costanti di reticolo a = 18,16 Å, b = 20,45 Å e c = 7,54 Å, oltre a possedere 4 unità di formula per cella unitaria.[4]
Origine e giacitura
La mordenite è un minerale autigeno nei sedimenti, ma è stato trovato anche in vene e amigdale in varie rocce ignee, oltre a essere un prodotto di idratazione di vetri vulcanici.[6] La natrolite è molto simile alla mordenite; esse sono indistinguibili, utilizzando metodi semplici.[16]
La paragenesi è con altre zeoliti, calcite, caolinite e glauconite.[6]
Forma in cui si presenta in natura
La mordenite forma cristalli prismatici, striati, allungati o aghiformi di dimensioni fino a 2,5 cm; si aggregano in gruppi radiali, oppure in aggregati cotonosi,[6] o in masse compatte simil-porcellana.[8] Il minerale è da trasparente a traslucido con lucentezza vitrea o serica; può essere incolore, bianco, rosato o giallastro, mentre il colore dello striscio è sempre bianco.[4]
Note
- 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - Chains of 6-membered rings – tabular zeolites, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 5 aprile 2026.
- 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: March 2026 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 5 aprile 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Mordenite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 5 aprile 2026.
- 1 2 3 4 5 (EN) Mordenite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 5 aprile 2026.
- 1 2 3 (DE) Mordenit (mordenite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 5 aprile 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Mordenite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 5 aprile 2026.
- ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 5 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- 1 2 AA. VV., Scheda Mordenite, in Il magico mondo dei minerali & gemme, Novara, De Agostini, 1993-1996.
- ↑ (EN) Esper S. Larsen, Jr., Charles Whitman Cross (1854–1949) (PDF), Washington, D.C., National Academy of Sciences, 1958, pp. 98-112. URL consultato il 5 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2015).
- ↑ (EN) W. Cross e L.G. Eakins, On ptilolite, a new mineral, in American Journal of Science, vol. 32, n. 3, 1886, pp. 117-121.
- ↑ (EN) Synonyms of Mordenite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 5 aprile 2026.
- ↑ (EN) Catalogue of Type Mineral Specimens – M (PDF), su docs.wixstatic.com, Commission on Museums (International Mineralogical Association), 10 febbraio 2021. URL consultato il 5 aprile 2026.
- 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 5 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ↑ (DE) Lapis Classification - VIII SILIKATE - VIII/J Gerüstsilikate (mit Zeolithen), su mineralienatlas.de. URL consultato il 5 aprile 2026.
- ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - Zeolite group - True zeolites, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 5 aprile 2026.
- ↑ Rupert Hochleitner, Guida ai minerali, Roma, Ricca editore, 2017, ISBN 978-88-669-4042-5.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Mordenite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 5 aprile 2026.
- (EN) Mordenite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 5 aprile 2026.
