Phillipsite-K
| Phillipsite-K | |
|---|---|
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| Classificazione Strunz (ed. 10) | 9.GC.10[1] |
| Formula chimica | K6(Si10Al6)O32·12H2O[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino[3] |
| Classe di simmetria | prismatica[4] |
| Parametri di cella | a = 9,8881 Å, b = 14,4040 Å, c = 8,6848 Å, β = 124,2711°, V = 1 022,20 ų[3] |
| Gruppo puntuale | 2/m[4] |
| Gruppo spaziale | P21/m (nº 11)[4] |
| Proprietà fisiche | |
| Durezza (Mohs) | 4 - 5[3] |
| Sfaldatura | distinta secondo {010}, indistinta secondo {001}[4] |
| Colore | bianco[3] |
| Lucentezza | vitrea[3] |
| Opacità | trasparente, traslucida[5] |
| Striscio | bianco[5] |
| Diffusione | non comune |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La phillipsite-K (simbolo IMA: Php-K[6]) è un minerale non comune del gruppo delle zeoliti e, al suo interno, del sottogruppo della phillipsite; essendo una zeolite appartiene alla famiglia dei "tectosilicati" e possiede composizione chimica K6(Si10Al6)O32·12H2O.[2] Da un punto di vista chimico è un alluminosilicato acquoso di potassio.
Etimologia e storia
La phillipsite fu descritta per la prima volta nel 1825 da Armand Lévy, che chiamò il minerale in onore del mineralogista inglese e fondatore della "Geological Society" di Londra William Phillips (1775-1829). Il suffisso sta a indicare il catione dominante, in questo caso il potassio.[3]
Classificazione
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[7] elenca la phillipsite-K nella classe "9. Silicati (germanati)" e da lì nella sottoclasse "9.G Tettosilicati con H2O zeolitica; famiglia della zeolite"; questa viene suddivisa più finemente in base alla struttura cristallina del minerale in modo tale che la phillipsite-K possa essere trovata nella sezione "9.GC Catene di anelli di 4 membri con connessione doppia" dove forma il sistema nº 9.GC.10 insieme a molti minerali oggi non più riconosciuti dall'IMA come specie a sé, ma anche insieme ad armotomo, phillipsite-Ca, phillipsite-Na[7] e flörkeite (al tempo conosciuta con il nome provvisorio IMA 2008-036).[8]
Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il sistema 9.GC.10 è composto, oltre che dalla phillipsite-K, dai minerali martinandresite, armotomo, phillipsite-Ca, phillipsite-Na e flörkeite.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la phillipsite-K è nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse dei "tectosilicati (con zeoliti)"; qui forma il "gruppo delle zeoliti - zeoliti a foglie" con il numero di sistema VIII/J.25 insieme ad amicite, garronite-Na, gobbinsite, garronite-Ca, phillipsite-Na, phillipsite-Ca, armotomo, flörkeite, martinandresite, montesommaite, merlinoite e yugawaralite.[9]
Abito cristallino
La phillipsite-K cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P21/m (gruppo nº 11) con i parametri reticolari a = 9,8881 Å, b = 14,4040 Å, c = 8,6848 Å e β = 124,2711°.[3]
Origine e giacitura
La phillipsite-K non è un minerale molto comune ed è stato trovato solo in un'ottantina di siti sparsi per il mondo.[10] Qui si ricorda solo la sua località tipo, il sito archeologico di Capo di Bove (41.84744°N 12.52357°E) fuori Roma (in Italia).[11]
Forma in cui si presenta in natura
La phillipsite-K è da trasparente a traslucida[5] e possiede lucentezza vitrea; il colore del minerale e quello del suo striscio è in entrambi i casi bianco.[3]
Note
- 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - Chains of doubly-connected 4-membered rings, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2026 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Phillipsite-K, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Phillipsite-K Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- 1 2 3 (DE) Phillipsit-K (phillipsite-K), su mineralienatlas.de. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 21 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 21 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ↑ (EN) Synonyms of Flörkeite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 marzo 2026.
- ↑ (DE) Lapis Classification - VIII SILIKATE - VIII/J Gerüstsilikate (mit Zeolithen), su mineralienatlas.de. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Localities for Phillipsite-K, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Capo di Bove, Rome, Metropolitan City of Rome Capital, Lazio, Italy, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 febbraio 2026.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Phillipsite-K, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- (EN) Phillipsite-K Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 21 febbraio 2026.
